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Formazione Inadeguata e Mancata valutazione attività – Cassazione Sezione IV Penale: sentenza n. 22837 del 28 Maggio 2015.

Un lavoratore-boscaiolo mentre stava operando nel cantiere forestale impegnato nel taglio di una pianta, veniva investito e travolto da una parte del tronco “che si era spaccato longitudinalmente”. Dei conseguenti danni l’interessato aveva chiesto giudizialmente il risarcimento.

Alla ditta di cui lo stesso era dipendente, era stato contestato di avere causato, per colpa generica e specifica, lesioni personali al proprio dipendente e ciò per “non aver adottato e non avere fatto adottare nell’esercizio delle attività lavorative le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica degli operatori”.

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Infortuni sul lavoro e obblighi del datore (sentenza Cass. sez. lav. 09/05/2013, n. 10968)

Le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tese ad impedire l’insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza
 ed imprudenza dello stesso; ne consegue che il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente, per l’imprenditore che abbia provocato un infortunio sul lavoro per violazione delle relative prescrizioni, all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, atteso che la condotta del dipendente può comportare l’esonero totale della responsabilità del datore di lavoro solo quando essa presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, come pure dell’atipicità ed eccezionalità, così da porsi come causa esclusiva dell’evento.

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Interpello 02/05/2013 – Non delegabilità della valutazione del rischio stress lavoro-correlato

Con interpello 2 maggio 2013, n. 5, il Ministero del lavoro - Commissione per gli interpelli risponde ad un quesito avanzato dalla Federazione italiana metalmeccanici per sapere se anche nel caso della valutazione del rischio stress lavoro-correlato, il datore di lavoro non possa delegare quest’attività a terzi, così come previsto dall’art. 17, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 81/2008.

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SENTENZA CASSAZIONE PENALE 06/05/2013 SULLA RESPONSABILITÀ DEL COMMITTENTE E DEL COORDINATORE PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI

Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori non ha esclusivamente il compito di organizzare il lavoro tra le diverse imprese operanti nello stesso cantiere, bensì anche quello di vigilare sulla corretta osservanza da parte delle stesse delle prescrizioni del piano di sicurezza e sulla scrupolosa applicazione delle procedure di lavoro a garanzia dell’incolumità dei lavoratori, ed è, pertanto, titolare di un’autonoma posizione di garanzia che, nei limiti degli obblighi specificamente individuati dalla legge, si affianca a quelle degli altri soggetti destinatari delle norme antinfortunistiche, comprendendo, non solo l’istruzione dei lavoratori sui rischi connessi alle attività lavorative svolte e la necessità di adottare tutte le opportune misure di sicurezza, ma anche la loro effettiva predisposizione, nonchè il controllo continuo ed effettivo sulla concreta osservanza delle misure predisposte al fine di evitare che esse siano trascurate o disapplicate, nonchè, infine, il  controllo sul corretto utilizzo, in termini di sicurezza, degli strumenti di lavoro e sul processo stesso di lavorazione, sicchè , in particolare, è tenuto a verificare, attraverso un’attenta e costante opera di vigilanza, l’eventuale sussistenza di obiettive situazioni di pericolo nel cantiere, e tanto, in relazione a ciascuna fase dello sviluppo dei lavori in corso di esecuzione.

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Obblighi di formazione e lavoratori sospesi – Chiarimenti 22/05/2013

Con l’interpello 22 maggio 2013, n. 16, il Ministero del lavoro risponde al quesito posto dalla Confindustria in merito alla disciplina degli obblighi formativi in tema di salute e sicurezza sul lavoro, rivolta ai lavoratori sospesi dall’attività lavorativa e beneficiari di una prestazione di sostegno al reddito in costanza del rapporto di lavoro.
In particolare, l’interpellante chiede di sapere se gli obblighi formativi previsti dall’art. 37, D.Lgs. n. 81/2008 (T.U. in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) possano rientrare tra quelli indicati dall’art. 4, comma 40, L. n. 92/
2012 (c.d. Riforma del mercato del lavoro), che condizionano la fruizione degli ammortizzatori sociali alla frequentazione di corsi di formazione o di riqualificazione.

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Non è «standard» il modello di valutazione rischi della procedura standardizzata FAQ Ministero del Lavoro 31/05/2013

Le precisazioni del ministero sulla procedura nelle microimprese 
Non è «standard» il modello di valutazione rischi della procedura standardizzata (procedura riservate alle microimprese). 

Infatti, il datore di lavoro deve adattarlo con l’aggiunta di nuovi campi nell’elencare i rischi riscontrati in azienda, perché il modello elenca solo quelli principali.

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