Stop alla cig se non si frequentano i corsi sulla sicurezza

Il lavoratore che non frequenta  i corsi di aggiornamento sulla sicurezza perde il diritto all’eventuale prestazione a sostegno delreddito (cig, cigs ecc.) di cui sia titolare. Lo spiega il ministero del lavoro nell’interpello n. 16 di ieri, affermando la parziale compatibilità tra le misure di formazione previste dal T.u. sicurezza (dlgs n. 81/2008) e i vincoli imposti dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012) ai soggetti percettori di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (i lavoratori cosiddetti sospesi).


Formazione per la sicurezza. Il T.u. sicurezza prevede l’obbligo di formazione e addestramento dei lavoratori in materia di salute e sicurezza in relazione ai rischi relativi alle specifiche attività di lavoro.
L’obbligo formativo deve avvenire durante l’orario di lavoro e senza oneri economici a carico dei lavoratori in occasione di:
a) costituzione del rapporto di lavoro o inizio utilizzazione qualora si tratti di somministrazione;
b) trasferimento o cambiamento di mansioni;
c) introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi prima della costituzione del rapporto di lavoro e deve essere ripetuto in base all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi.
Formazione per il sostegno al reddito.

La riforma Fornero impone ai lavoratori sospesi e beneficiari di prestazioni

a sostegno del reddito in costanza di rapporto lo svolgimento di corsi di formazione o riqualificazione per poter fruire dei tali trattamenti. Stabilisce, infatti, che il lavoratore decade dalla prestazione qualora rifiuti di essere avviato a un corso o non lo frequenti regolarmente, senza giustificato motivo.
I chiarimenti. Confindustria ha chiesto chiarimenti sulla compatibilità dei due precetti normativi. Ossia se gli obblighi previsti dal T.u. sicurezza rientrino tra quelli previsti dalla riforma Fornero e in quanto tali, dunque, condizionino la fruizione degli ammortizzatori sociali.
La risposta del ministero è affermativa in relazione ai corsi di aggiornamento. Prima di tutto, spiega nell’interpello, le finalità dei due obblighi formativi sono differenti. Infatti, mentre il T.u. sicurezza finalizza la formazione all’attività lavorativa (preparazione dell’esposizione a rischi), quella prevista dalla legge Fornero ha lo scopo di preservare la capacità professionale del lavoratore in relazione o al lavoro dal quale risulta momentaneamente sospeso o alla nuova attività alla quale accederà in virtù della riqualificazione lavorativa.
Tuttavia, la formazione prevista dal T.u. sicurezza è di due specie: una prima specie, una tantum, è erogata in occasione della costituzione del rapporto di lavoro; a essa poi si aggiungono la formazione in costanza di rapporto di lavoro e l’aggiornamento quinquennale, che è stato introdotto dalla Conferenza stato-regioni con l’accordo 21 dicembre 2011. In conclusione per il ministero nella formazione della riforma Fornero possono farsi rientrare i corsi di aggiornamento e di formazione erogati nel corso del rapporto di lavoro, nonché l’aggiornamento quinquennale, ma non quelli relativi alla prima formazione in occasione dell’instaurazione del rapporto di lavoro.

 

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