Crollo al liceo Darwin.La Cassazione conferma tutte le condanne.

La Cassazione ha confermato le sei condanne, tre a carico di funzionari della Provincia di Torino e tre per gli insegnanti, per il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli. La Corte ha rigettato i ricorsi presentati dai sei imputati confermando integralmente le condanne emesse dalla Corte d’Appello di Torino il 28 ottobre 2013.

Nell’ottica di una ottimizzazione dei fondi per la sicurezza a disposizione degli Istituti, spesso i dirigenti scolastici affidano gli incarichi di RSPP ad un docente interno, che acconsente all’incarico per pochi spiccioli.

Un’abitudine comune a molte scuole, che spesso comporta una valutazione dei rischi superficiale e una verifica dei reali bisogni formativi del personale spesso approssimata.
Spesso, in questi casi, nelle scuole manca un organigramma della sicurezza e una planimetria aggiornata, mentre non mancano estintori utilizzati come ferma porte o corsi di formazione in modalità pollaio.

Una sentenza di questi giorni diventa una pietra miliare in riferimento alle responsabilità degli RSPP e a quanti prendono alla leggera l’incarico affidato.
Il 22 novembre del 2008 un soffitto crollò in un’aula di un liceo di Rivoli, in provincia di Torino. Nell’incidente morì uno studente di 17 anni, Vito Scafidi, mentre altri diciassette rimasero feriti, alcuni gravemente.

Una sentenza storica quella della Cassazione che ha confermato le sei condanne, tre a carico di funzionari della Provincia di Torino e tre per gli insegnanti, per il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli.

La IV Sezione Penale della Corte ha dichiarato la colpevolezza dei funzionari della Provincia di Torino responsabili per l’edilizia scolastica (condannati da 3 a 4 anni), e dei tre insegnanti che si sono succeduti nel ruolo di responsabili per la sicurezza al liceo Darwin. Nella sentenza di appello questi ultimi sono stati condannati con pene dai 2 anni e 2 mesi ai 3 anni e 6 mesi.
La sentenza affronta la responsabilità dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione, definiti “i garanti della sicurezza”.

La IV Sezione Penale, presieduta da Gaetanino Zecca, ha dichiarato la colpevolezza dei funzionari della Provincia di Torino responsabili per l’edilizia scolastica Michele Del Mastro (condannato a 4 anni), Sergio Moro (3 anni e 4 mesi) ed Enrico Marzilli (3 anni e 4 mesi), e dei tre insegnanti che si sono succeduti nel ruolo di responsabili per la sicurezza al liceo Darwin, Paolo Pieri (2 anni e 6 mesi), Diego Sigot (2 anni e 2 mesi), Fulvio Trucano (2 anni e 9 mesi).
Alla lettura della sentenza erano presenti i famigliari di Vito Scafidi. La madre ha accolto l’esito tra le lacrime.

Nell’incidente, accaduto nell’istituto il 22 novembre 2008, morì uno studente di 17 anni, Vito Scafidi, mentre altri diciassette rimasero feriti; tra questi, Andrea Macrì, compagno di classe e amico di Vito, è rimasto paralizzato. La vicenda riportò all’attenzione il problema della sicurezza degli edifici scolastici, sollevato con toni severi dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il procuratore generale aveva chiesto di “rigettare i ricorsi degli imputati che chiedono l’assoluzione ma annullando le pene iinflitte in secondo grado perché non motivate”. Il 28 ottobre 2013 i giudici piemontesi avevano ribaltato la sentenza di primo grado  -  dove era stato condannato solo uno dei sette imputati  -  condannando 6 imputati e assolvendone uno.

La sentenza affrontava, in particolare, la responsabilità dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione, definiti “i garanti della sicurezza”. Nella sentenza di appello, infatti, sono stati condannati i tre responsabili con pene dai 2 anni e 2 mesi ai 3 anni e 6 mesi che in primo grado erano stati assolti.

“Se di fronte al tempo di un quarto di secolo qui trascorso, dal 1984 al 2008,  -  scrivevano i magistrati  -  si fosse verificato lo stato di quel controsoffitto conoscibile, ispezionabile e monitorabile

con il sovrastante vano tecnico, si sarebbero potute evidenziare, valutare e fronteggiare le sue gravi anomalie; ne ignoravano l’esistenza: e ciò che non si conosce è, e non può che essere insicuro, e continuare a esserlo”.

La sentenza è ora esecutiva e le pene previste sono oltre il limite della sospensione condizionale, anche se è probabile che verrà chiesto per tutti i condannati l’affidamento ai servizi sociali.
download qui sentenza di appello

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